martedì 22 maggio 2012

Poco senso dello stato? Ricominciamo dalla famiglia


Chi non ha sentito dire che “gli italiani non hanno il senso dello stato?” mentre basta dare un’occhiata alla storia dell’Italia unita per rendersi conto che gli italiani non possono avere il senso dello stato e quel poco che c’è sembra un miracolo. Uno stato che si è costituito non solo contro lo Stato Pontificio ma contro la Chiesa. La persecuzione nei confronti dei sacerdoti e religiosi è durata fino alla seconda guerra mondiale ( i Patti Lateranensi del ‘29 non sopirono l’atteggiamento arcigno del fascismo nei confronti della Chiesa). Quasi un secolo di ostilità, su 150 anni di storia unitaria, è una bella percentuale, aggiungendo che il laicismo è tuttora imperante nei mezzi di comunicazione e in politica. Negli Stati Uniti durante la prima campagna elettorale Obama recitò il Pater Noster assieme a due milioni di convenuti. Chi potrebbe fare qualcosa di simile in Italia?
  La spaccatura fra sentimento religioso e coscienza civile è più che mai evidente nella politica italiana nei confronti della famiglia. Oggi in Italia per sposarsi occorre essere eroi e per perseverare nel matrimonio occorre essere santi. Fra gli stati democratici l’Italia è quella che ha la peggior legislazione nei confronti della famiglia. Quella famiglia che col suo risparmio sta salvando il Paese dalla bancarotta. Ben venga la giornata delle famiglie di Milano. Può essere il punto di partenza di un capovolgimento di prospettiva di cui il Paese ha bisogno. I partiti, quel che resta di loro, sono avvertiti.


5 commenti:

  1. mario caligiuri22 maggio 2012 20:22

    Caro pippo, sei lucido e convincente. Il distacco tra societa' civile e religione nel nostro Paese e' nato con l'Unita' e prosegue. Christopher Dawson sostiene che la decadenza della spiritualita' cattolica nell'Occidente e' una delle causa della crisi della societa', a cominciare dall'emergenza educativa. Fa riflettere la tua considerazione sul matrimonio: eroi per farlo, santi per conservarlo. Non credo sia solo una questione di legislazione, pur evidenziando che su questo terreno si procede a tentoni e con poche risorse economiche. Una componente cosi decisiva della societa', come la famiglia, non e' mai citata, se non di striscio e retoricamente, tra gli interventi di politica pubblica e le riforme: c'e' la precedenza, per esempio, e con tutto il rispetto, all'articolo 18 che al massimo potra' riguardare qualche migliaio di persone e nel frattempo si trascurano le decine di milioni di italiani che tutti vivono nelle famiglie. Mi auguro che da Milano parta un bel messaggio per il Paese, un messaggio senza etichette ma di reponsabilita' sociale. I media sono avvertiti, invitandoli a non rubricare questo evento come uno dei tanti. Spero di vederti presto. Con affetto.Mario Caligiuri

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  2. Carissimo Pippo,sei sempre attento alle dinamiche sociali e alla crescita della coscienza civile e sociale dell'uomo. Ho perseverato nel matrimonio da oltre 40 anni, ci siamo accorti, con mia moglie, che siamo diventati, per i nostri quatto figli, modelli di comportamento e modelli educativi. Non ci sentiamo affatto degli eroi, sebbene lo stato non ha agevolato e non ha saputo ascoltare la famiglia, tuttavia, con il nostro risparmio da formica, continuiamo ha salvare l'Italia dalla bancarotta. La manifestazione di Milano, in favore alle famiglie, possa portare messaggi responsabili a chi sa ascoltarli.
    Mi auguro di vederti e riabbracciarti presto. Con fraterna stima e affetto. Salvatore Galiano

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  3. caro pippo, credo che ai partiti importi molto poco dei valori della famiglia.in tutti questi anni, ma soprattutto in questa ultima fase della storia repubblicana, i partiti hanno dato a tutti noi l'immagine più assoluta del degrado morale e della disfatta delle coscienze. forse con qualche eccezione (leggo qui il commento di Mario Caligiuri assessore regionale in Calabria)ma nella complessità del dibattito nazionale sono le famiglie che hanno salvato il Paese, e insieme alle famiglie quella parte della Chiesa sana che sa ancora tenere insieme i nostri nuclei familiari.Oggi sposarsi non è soltanto essere degli eroi, ma ancora peggio: dei pazzi!Come fanno i nostri figli senza lavoro e senza futuro a caricarsi il peso di una casa e di una vita in comune? non credo in una redenzione della politica in questa direzione, ma spero che da Milano venga forte la rabbia popolare delle famiglie, e spero che questa volta la rabbia si trasformi in disprezzo verso tutto ciò che di marcio certa politica ci ha dato.I risultati elkettorali di ieri l'altro se non altro ci dicono che la gente anche questa volta nel segreto dell'urna ha punito la corruzione, spero per tutti che avvenga la stessa cosa alle prossime elezioni del 2013. questo paese ha bisogno di pulizia morale, di esempi corretti, di punti di riferimento, e oggi non ce le li ha nessuno di noi.che milano caro pippo diventi davvero un laboratorio politico alternativo e che la chiesa trovi il coraggio di gestire questa voglia di cambiamento, con forza severità e autorevolezza.
    pino nano

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  4. giuseppe m.sesta23 maggio 2012 13:08

    Perfetto Pippo . Uno Stato 'patrigno' come questo merita di essere trattato come tale

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  5. Preferisco Pippo

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