mercoledì 22 agosto 2012

Come siamo fortunati noi cattolici!

 
Agosto è andato via portando con sé il sapore della festa dell’Assunta. Come per tutte le feste della Madonna mi rimane la sensazione di non averla festeggiata abbastanza, ma l’importante è che resti qualcosa che rinnovi la mia devozione. In questo periodo mi è chiara la considerazione di Maria come fonte della serenità. E’ giusto che vi siano rappresentazioni della Madonna addolorata mentre mi pare ridicolo e impossibile che ci sia una statua o un quadro della Madonna arrabbiata, amareggiata, indispettita. Guardare le vicende della vita come avrebbe fatto Maria mi è d’aiuto. Ultimamente quando avverto confusione o preoccupazione dentro di me chiamo interiormente: Maria! E mi pare che l’orizzonte si semplifichi e che si rinnovi lo spirito di servizio. La virtù della contentezza non è contemplata tra le virtù cardinali e tanto meno in quelle teologali ma le presuppone. Per essere contenti occorre essere umili. L’orgoglioso non è mai contento perché pensa di non aver ricevuto il giusto per il suo gran valore. Invece Maria accetta tutto e “medita nel suo cuore”. Anche in questo è maestra. Abitualmente dedico un certo tempo all’orazione mentale ma sento che anche per il resto della giornata devo meditare nel mio cuore e dare una prospettiva divina alle cose che sto facendo. Come siamo fortunati noi cattolici! Siamo sempre in famiglia: Dio lo chiamiamo Padre, Gesù amico e fratello, lo Spirito Santo l’intimo del mio intimo e Maria madre mia, tanto più accogliente quanto più sono piccolo.



4 commenti:

  1. grazie Pippo, le tue considerazioni arriveranno in ritardo sulla festa dell'Assunta, ma sono puntualissime per s. Maria Regina! Anch'io nei giorni trascorsi nelle verde Irlanda ho trovato quattro parole che mi aiutano a rivolgermi alla nostra Madre del Cielo fiducioso: "Tu puoi, io voglio!".
    buon riposo
    giorgio

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  2. Stupenda riflessione. Onestamente, non credo, anche se a Dio è tutto possibile, che si possa, realmente, amare Dio e Gesù, senza avere un amore filiale, profondo, umile, sincero, semplice verso Nostra Madre: "Ad Jesum per Mariam"...

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  3. Come è bello l'episodio - narrato nei Vangeli - in cui Gesù crocifisso, ormai sacerdote eterno e calice di eterna salvezza, affida noi tutti a Sua Madre nella persona di Giovanni. Da quel momento Maria diventa onnipotenza supplice e veicolo di ogni grazia del Figlio. Adeamus cum fiducia ad Thronum Gloriae, ut misericordia consequamur, come Nostro Padre sentì in locuzione interiore durante la sua orazione.

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  4. Marina Salamon23 agosto 2012 20:57

    Condivido. Ho scoperto in ritardo l' amore verso Maria , e lo straordinario valore del suo modello di donna e persona. Ero già madre, eppure non avevo ancora scoperto il grande valore dell' umiltà e dell' abbandono fiducioso. Nel 2005, il mio primo viaggio a Lourdes, ancora un po' perplessa : e , da lì, quanta dolcezza, in ogni cosa ! Grazie, Pippo, ciò che scrivi è sempre importante... Marina

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