Il
settimanale americano Time ha dedicato
a Papa Francesco la copertina. The people’s Pope – si legge - il Papa della gente. Le giornate della
gioventù confermano. Questo Papa è un leader, come Gesù. Parla al cuore di
ognuno: parla di Dio e gli insegna ad essere misericordioso. Il Papa forma un
popolo che sa amare. Contemporaneamente, la crisi scoppiata nel 2008, dovuta
all’avidità di guadagno ad ogni costo, sta svelando il volto più amaro,
depredando i paesi con maggior debito pubblico. I ricchi, grazie alla
deregulation di marca Reagan e Thatcher, diventano sempre più ricchi e i poveri
sempre più poveri. La solidarietà sociale cede il posto alla legge della
jungla. In tutto il mondo la classe media sta sparendo, lasciando i ricchi al
vertice e i poveri in basso. Accade anche nei paesi di nuova prosperità come
Cina, Russia, e nel Brasile dove il Papa si trova in questi giorni. La Giornata
Mondiale della Gioventù assume quest’anno una connotazione da enciclica
sociale. Il Papa, oltre alla visita alla Madonna Aparecida, ha fatto aggiungere
la visita alle favelas e gli incontri con i carcerati. I giovani vengono
spronati ad una fede operativa, com’è sempre la vera fede. E’ come se la
Provvidenza ci facesse capire qual è lo stile di Mammona e quello di Dio, e le
conseguenze che ne derivano. Ci manda un uomo provvidenziale capace di far
scaturire dal cuore degli uomini le energie necessarie per salvare l’umanità
dall’abbrutimento. Capisco che devo pregare sempre più per il Papa.
giovedì 25 luglio 2013
venerdì 19 luglio 2013
Una chiacchierata con Pippo a Sottovoce (sera del 18 luglio, prima mattina del 19)

giovedì 18 luglio 2013
Il Papa parla del vangelo. Le questioni legislative riguardano i cristiani.
Luigi
Accattoli ha fatto notare sul Corriere della sera che Papa Francesco evita di
parlare delle questioni legislative cosiddette “irrinunciabili”: la
legislazione sul matrimonio, aborto, scuola non statale, eutanasia e così via.
Il Papa parla e agisce con radicalità evangelica: i suoi discorsi invitano alla
generosità senza ipocrisie e sono costellati di parabole come quelle che i
vangeli ci riportano secondo i discorsi di Gesù. Il suo comportamento è proprio
di colui che non ha dove posare il capo: come Gesù si ferma a confortare chi
soffre, anche se si tratta di samaritani cioè di persone che hanno un diverso
credo religioso, corre dagli ammalati e i prigionieri, scansa gli incontri
mondani. Mi sembra che l’intenzione del Papa sia quella di lasciare a me, che
sono un cittadino cristiano, il compito di adoperarmi perché la società sia
retta da leggi rispettose della dignità umana, mentre lui, il Papa, si è
assunto il compito di annunciare in modo trasparente e fedele il messaggio di
Gesù. E’ su quel messaggio che si è fondata la civiltà armonica e rispettosa
dell’uomo di cui ancora oggi, malgrado tutto, godiamo i benefici: è la civiltà
che conta gli anni dalla nascita di Cristo. Il Papa va all’essenziale, perciò
le sue parole e il suo comportamento sono così evocativi del fascino di Gesù.
Senza quel fascino non si costruisce niente. Se è vero che devo esigere una
legislazione giusta dallo stato, è vero anche che devo ringraziare il Papa per
la nuova primavera della Chiesa.
domenica 7 luglio 2013
La vittoria della fede
Sembra
una scena apocalittica. Da una parte gli organi di stampa internazionali si
accaniscono contro i presunti scandali della Chiesa Cattolica mentre dall’altra
emergono figure luminose come Papa Francesco e Benedetto, si prospetta la
prossima canonizzazione di Giovanni Paolo II e Papa Giovanni, e ci viene donata
un’enciclica che è una sintesi viva della nostra fede. E’ come se il demonio si
accanisse a gettare fango mentre emergono queste poderose figure ed eventi
carichi di luce. E’ come se la Provvidenza ci dicesse che i tempi duri stanno
finendo e che la fede in Dio e il buon senso sono sul punto di trionfare. Il
traguardo non è vicino ma è raggiungibile. A me spetta contemplare l’esempio e
ascoltare le parole di Papa Francesco. Devo rendermi conto che la mia amicizia
con Gesù deve rafforzarsi e diventare più operativa. Devo rompere gli schemi in
cui sto vivendo come Francesco sta rompendo quelli papali. La visita a
Lampedusa è un richiamo per me. Devo tagliare tutto ciò che è frivolo e
inutile. Devo andare al sodo e dedicarmi ai miei compiti senza troppe vacanze,
come fa il Papa. Lo ha detto chiaramente: occorre che i cristiani abbiano un
cuore di padre e di madre, se no non va. Lo Spirito Santo soffia in questa
direzione: restituire agli uomini il cuore, reso arido da un materialismo
eccessivo, assieme alla gioia e al sorriso di chi pensa agli altri e non a se
stesso, di chi trova la sua forza davanti al Tabernacolo, di chi lavora per
amore. Maria c’insegna la strada.
mercoledì 3 luglio 2013
Papa Francesco, i beni materiali e l'apostolato
Quando
ha fame Gesù non trasforma le pietre in pane, come il demonio suggerisce:
quando la carità lo esige moltiplica i pani due volte. Similmente papa
Francesco desidera che i beni della Santa Sede siano interamente utilizzati per
opere di carità. Coloro che criticano la Chiesa perché possiede ricchezze (sono
gli stessi che, senza scrupoli, fanno del denaro un fine con conseguenze
disastrose per l’umanità) in realtà aiutano il Papa nell’opera riformatrice
secondo lo spirito di Gesù. Questi farisei, sempre a caccia di scandali
ecclesiastici, alla fine collaborano senza volerlo ai piani di salvezza. Sempre
più appare come la Chiesa cattolica sia l’unico punto di riferimento morale
dell’umanità, l’unica capace di indicare la via d’uscita dalla crisi
spirituale, economica e politica che stiamo vivendo. E’ ora che l’apostolato
dei cristiani sia più sfacciato e, nello stesso tempo, radicato nella preghiera
e nella fede. Solo la fede salva. Il Papa dà l’esempio. Solo la fede dà la via,
la verità e anche la vita, il buon umore, il distacco dai beni materiali, la
disponibilità verso gli altri. Chi ha detto che i cristiani laici devono
limitarsi a non tradire la moglie? I primi cristiani hanno trasformato il loro
mondo con la fede e la preghiera, con la generosità sorridente, con il fascino
di un’umanità splendente dove l’amicizia era un riflesso della paternità di
Dio. E così devo vivere io. Attento agli altri, distaccato dagli interessi
personali per fare l’interesse di Gesù, che è l’amore.
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