lunedì 6 giugno 2016

Lo sbarco in Normandia continua ancora


"Lo sbarco in Normandia continua ancora" dice un amico al protagonista del libro i"I Diavoli" di Guido Brera. Il libro (Rizzoli editore) fa comprendere il clima e i giochi dell'alta finanza mondiale e fa capire che lo scenario della seconda guerra mondiale non è sostanzialmente mutato. L'Italia ha perso la guerra e ancora oggi si va sempre più configurando come un paese colonizzato. I vincitori (beninteso abbastanza clementi rispetto ai secoli passati) impongono il clima sociale e morale, l'agenda dei temi da affrontare sembra più imposto dall'esterno che non dalle condizioni interne (un esempio: come mai un paese con problemi gravi di occupazione e di immigrazione si trova impegnato su un tema periferico e circoscritto come quello delle unioni civili?), le privatizzazioni eseguite affrettatamente, il prossimo cambiamento costituzionale che favorisce un tipo di governo decisionista, e così via... In realtà nel dopoguerra un momento favorevole c'è stato. Nel 1962 l'Italia era al quarto posto fra i paesi più industrializzati. Quello sviluppo prodigioso era avvenuto grazie ad una classe dirigente ben preparata (Kennedy disse a Fanfani che aveva studiato su un suo libro) e in un periodo in cui gli alleati erano impegnati nella guerra fredda. Ora il turbocapitalismo della deregulation, assieme al nuovo protagonista tedesco, sembra imperversare sulle sorti del nostro Paese. Qual'è la soluzione? Pare che ce ne sia una sola: la qualità delle persone. Occorre stimolare i giovani a studiare col desiderio di comprendere la realtà che ci circonda: cultura umanistica, storia (debellata dai luoghi comuni), economia e finanza, comunicazione; trasmettendo il coraggio d'intraprendere. Papa Francesco dà la direzione giusta. 


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