La Congregazione delle
Cause dei Santi ha proclamato venerabile Alvaro del Portillo, successore di San Josemaría Escrivá alla guida
dell'Opus Dei.
San Josemaría era
un’onda di simpatia e di fede: creava un clima di famiglia ma ti sentivi sempre
piccolo davanti a lui, che viveva proiettato in un mondo d'amore ardente.
Don Alvaro era uno come noi ma esemplare. Sempre sereno sapeva coniugare
l'affetto con l'efficienza nel servizio. Era un ingegnere ma non c'era nulla di
freddo nel suo comportamento. La sua era un'efficienza fedele e serena. Quando
San Josemaría ci riceveva, lui si metteva in fondo alla stanza. Se il Padre
voleva ricordare qualcosa, diceva “'Alvaro!” e lui subito suggeriva la parola
giusta. Ho tanti ricordi suoi. Uno in particolare è così piccolo da sembrare
ridicolo. Un giorno c'era una confusione non abituale perché si attendeva un
personaggio e c'era stato un improvviso cambio di programma; in una sala con un
centinaio di persone indaffarate don Alvaro mi apparve all'improvviso, col suo
sorriso, e mi disse calmo: “Ciao Pippo!”. La cosa mi stupì perché avrebbe avuto
motivi per pensare ad altro piuttosto che salutarmi. Questo piccolo gesto mi
aprì una finestra sul suo mondo spirituale dove avevano il primo posto i
personaggi del Cielo ma anche quelli della terra. Non "cose da fare"
ma persone care da guidare. San Josemaría è stato per me il Padre, Don Alvaro è
il fratello buono, che mi dà la nota giusta per vivere con gioia la fraternità
e il servizio.
Sulla stessa linea del tuo ricordo, ne aggiungo un altro. Era il 27 dicembre 1989 e da poche settimane era caduto il muro di Berlino e stavamo osservando il crollo del blocco comunista. Consapevoli di stare assistendo ad una svolta della storia, con alcuni amici avevamo organizzato di andare in Ungheria per vedere l'atmosfera e incontrare persone che avevano sofferto sotto il passato regime. Prima di partire, andiamo a Villa Tevere per affidare intenzioni, idee, progetti, preoccupazioni, ... al Fondatore dell'Opus Dei che lì riposa e sulle scale incontriamo don Alvaro. Immediatamente lo salutiamo e gli comunichiamo il programma del viaggio. Lui, con il suo solito sguardo sereno e con un gran sorriso, ci risponde: "Riempite le strade d'Europa di 'Ave Maria'". Lì per lì resto un po' deluso: poteva dirci di convertire tanti ragazzi, di portare tanti Vangeli, di annunciare la Buona Novella, tanto più che la frase era già stata pronunciata da San Josemaria in più occasioni ... invece ... ci ha detto l'unica cosa importante, cioè la preghiera!
RispondiEliminaGrazie, don Alvaro!
La nota giusta è un'immagine che usaanche il Papa. Le cose, anche quelle buone, si possono fare in molti modi diversi. E farle prendendo la nota giusta (lo dice una che è stonata come una campana) è meraviglioso. Npon so dove stia sul pentagramma, ma è fatta soprattutto di amore. E poi di stile, sorriso, impegno, generosità, dedizione. Grazie per questo ricordo così privato e così prezioso.
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